Non-dualità

Sri Samartha Siddharameshwar Maharaj

Sri Siddharameshwar Maharaj [1888-1936], filosofo dell’Advaita Vedanta (=insegnamento ultimo della non-dualità: indica l’esperienza plenaria della non-dualità, oltre il pensiero e lo spazio-tempo). Maestro di Nisargadatta e Ranjit, contemporaneo di Shri Ramana Maharshi, è uno dei più grandi Santi sconosciuti dell’epoca. Nacque nell’agosto 1888 in un piccolo paese dell’India. All’età di 16 anni, incontrò il suo Maestro Shri Baushaheb Maharaj, che aveva costruito un monastero dove aveva cominciato a insegnare la “Meditazione” ai suoi discepoli. Il principale obiettivo o scopo di insegnare la meditazione era di ottenere la Realtà Finale. Shri Siddharameshwar Maharaj , dopo la morte di Shri Baushaheb Maharaj nel 1914, si unì a quattro confratelli per diffondere gli insegnamenti del suo Maestro. Nel 1920, mentre era in viaggio per questo, gli venne l’idea che uno dovrebbe andare al di là della meditazione, perché essa è solo lo stadio iniziale per ottenere la Realtà Finale. Ma i suoi confratelli non furono d’accordo con lui, dicendo che il loro Maestro non aveva detto questo. Egli fu d’accordo con loro, ma rincalzò: “Va bene! Nessuno può allora andare oltre a ciò?”. Così decise di proseguire quell’arduo cammino da solo, lasciando i suoi fratelli discepoli e ritirandosi a meditare ininterrottamente per nove mesi. Dal momento che il suo Maestro gli aveva insegnato solo la meditazione, non c’era alternativa per lui per trovare la strada per la Realtà Finale. I suoi sforzi furono finalmente ricompensati quando una totale e Piena Realizzazione lo benedì. Parlò sempre con linguaggio semplice, limpido e pulito, portando esempi dalla sua vita quotidiana, dal 1925 al 1936. Lasciò il corpo il 9 novembre 1936 a Bombay, dando piena comprensione della Realtà Finale ai suoi discepoli.
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Sri Nisargadatta Maharaj

Sri Nisargadatta Maharaj, al secolo Maruti Kampli [1897-1981], è stato un filosofo dell’Advaita Vedanta (=insegnamento ultimo della non-dualità: indica l’esperienza plenaria della non-dualità, oltre il pensiero e lo spazio-tempo) che ha raggiunto il grado di conseguimento più elevato. All’età di 34 anni incontrò il suo guru, Sri Siddharameshwar Maharaj. Questi fece in tempo a dargli poche istruzioni prima di morire. Gliene diede una in particolare: gli disse di portare unicamente attenzione al senso di “Io sono”. Egli afferma: “In realtà l’intero universo esiste solo nella coscienza, mentre io risiedo nell’Assoluto. Il mondo appare e scompare nella coscienza. Tutto ciò che è è me, tutto ciò che è è mio. Prima di ogni inizio e dopo ogni fine, io sono.”
ww.advaita.it
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Sri Ranjit Maharaj

Sri Ranjit Maharaj [1913-2000], filosofo dell’Advaita Vedanta (=insegnamento ultimo della non-dualità: indica l’esperienza plenaria della non-dualità, oltre il pensiero e lo spazio-tempo). Allievo di Siddharameshwar. Comincia a insegnare solo nel 1983 quando ha già settant’anni e diventano sempre più numerosi i cercatori che bussano alla sua porta. L’Insegnamento di Ranjit Maharaj è aperto a tutti, in linea con la semplicità e la chiarezza che caratterizzano la Tradizione dei Nove Maestri, il Navnath Sampradaya.
“La Realtà è qui per tutti: tutti possono accedervi in ogni momento. È impossibile separarsi dalla Realtà. La mente, però, coinvolta nel gioco dei nomi e delle forme, non vuole riconoscere l’illusorietà della separazione, per dissolversi finalmente nell’Unità.”
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Ramesh S. Balsekar

Ramesh Balsekar [25 Maggio 1917 – vivente], filosofo dell’Advaita Vedanta (=insegnamento ultimo della non-dualità: indica l’esperienza plenaria della non-dualità, oltre il pensiero e lo spazio-tempo). Allievo di Sri Nisargadatta Maharaj. È stato per gli ultimi dieci anni della sua carriera il presidente della Banca dell’India, dopodiché va in pensione nel 1977 a 60 anni, e conosce Sri Nisargadatta. Entro meno di un anno dall’incontro con il suo maestro, accadde improvvisamente a Balsekar quello che lui ha definito “la comprensione finale” – l’illuminazione.

www.rameshbalsekar.com/ (English)

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Sri Ramana Maharshi

Ramana Maharshi [1879-1950], fu un filosofo dell’Advaita Vedanta (=insegnamento ultimo della non-dualità: indica l’esperienza plenaria della non-dualità, oltre il pensiero e lo spazio-tempo). Egli afferma: “Quel sonno che si alterna con la veglia non è il vero sonno. Quella veglia che si alterna con il sonno non è la vera veglia. Sei sveglio ora? No. Ciò che devi fare è svegliarti al tuo vero stato.”
“Perché pensi alle incarnazioni future? La verità è che non c’è nascita né morte. Alla morte e ai suoi palliativi ci pensi colui che è nato!”
“Tutti sanno che la goccia si perde nell’oceano, ma pochi sanno che l’oceano si perde nella goccia.”
www.ramana-maharshi.it
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Poonja

Sri Hariwansh Lal Poonja [1910-1997], fu un filosofo dell’Advaita Vedanta (=insegnamento ultimo della non-dualità: indica l’esperienza plenaria della non-dualità, oltre il pensiero e lo spazio-tempo). Nasce nel Poonjab, India del Nord. Allievo di Ramana Maharshi.
“Questa è l’essenza dell’insegnamento. Dimora sempre nella coscienza. Dimora sempre nella coscienza e sappi che questa consapevolezza è ciò che sei! Questo è il tuo posto, la tua dimora. Rimani qui. Nessuno può toccarti. Chi può entrare nel Qui dove tu sei? Neppure la tua mente può entrarvi.”
“Tu non sei mai nato, e poiché a nascere è solo il desiderio, nulla mai è accaduto, niente è mai esistito! Questo nulla sei tu: ecco la verità suprema.”
“La consapevolezza del Sé è Quello, e vale la pena sacrificarvi ogni cosa. Ogni altra cosa è un semplice miraggio prodotto dalla coscienza.”
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Gangaji

Insegnante di non-dualità, nata in Texas nel 1942, allieva diretta di Poonja, vive oggi in Oregon ed è un’apprezzata scrittrice.

“Molte persone fortunate e baciate dalla grazia hanno avuto un assaggio o un barlume di ciò che è immortale, del Sé eterno. A partire da quell’assaggio, ci si domanda E poi? Ovvero Cosa dovrei fare adesso? Cosa me ne faccio di questo? Dove lo porto? Queste domande indicano che si è chiamati a un’ulteriore resa. Esiste sempre un invito a una resa più profonda. Questa resa è la vigilanza.” (Audacia e libertà, Antipodi Edizioni)
www.gangaji.org

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Uppaluri Gopala Krishnamurti (detto U.G.)

U.G. Krishnamurti [1918-2007] nacque da una famiglia brahmina (appartenente alla casta più privilegiata dell’India). A 49 anni rinunciò a una prestigiosa carriera di conferenziere mondiale e a tutto il suo denaro diventando un barbone e cancellando ogni pratica di ordine filosofico, spirituale o religioso che fino ad allora aveva sperimentato e che gli appariva ormai totalmente senza senso. È proprio in quel momento che, inspiegabilmente, “qualcosa” iniziò a prodursi nella sua struttura fisiologica: il suo organismo incomincia a subire sconcertanti modificazioni, spostandosi progressivamente verso un equilibrio nuovo.
“Non passo più il tempo a ricordare, preoccuparmi, concettualizzare e compiere tutte quelle cose mentali che la gente compie quando è da sola. La mia mente è occupata soltanto quando è necessario, ad esempio quando fate domande. Per il resto del tempo si trova nello stato «disinnestato». Quando non serve, non c’è nessuna mente, nessun pensiero, ma solo vita.” Ha ottenuto la realizzazione, ma è stato colui che più di ogni altro ha minato alle sue fondamenta concetti come “ricerca spirituale” “progresso spirituale” e “illuminazione”.
È morto il 22 Marzo 2007 alle ore 14:30 in Italia.

www.ugkrishnamurti.org (English)
www.riflessioni.it

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Jiddu Krishnamurti

Jiddu Krishnamurti [1895-1986] nacque in una cittadina nell’India del sud. Insieme a suo fratello Nitya, venne adottato da ragazzo da Annie Besant, allora presidente della Società Teosofica. La Besant e altri proclamarono che Krishnamurti era destinato a diventare un maestro per il mondo, la cui venuta era stata predetta dai teosofi. Per preparare il mondo a questo evento, fu creata un’organizzazione mondiale chiamata Ordine della Stella d’Oriente, e il giovane Krishnamurti ne fu messo a capo. Nel 1929, però, Krishnamurti rinunciò al ruolo che si pretendeva da lui, sciolse l’Ordine con tutto il suo enorme seguito, e restituì tutto il denaro e i beni che erano stati donati per quel lavoro. Da allora, per circa sessant’anni, fino al momento della sua morte avvenuta il 17 febbraio 1986, Krishnamurti viaggiò per tutto il mondo parlando sia di fronte a un vasto pubblico che in incontri individuali, della necessità di un cambiamento radicale nell’umanità.

“Nel cammino della vita e della morte dobbiamo camminare da soli; è un viaggio durante il quale conoscenza, esperienza e memoria non possono offrire alcun conforto. La mente deve essere ripulita da tutto ciò che ha afferrato nel suo bisogno di trovare certezze; i suoi dèi e le sue virtù devono essere restituiti alle società che li hanno generati. Occorre raggiungere una solitudine completa e incontaminata …”
“Non si può arrivare alla verità passando per la realtà; bisogna comprendere i limiti della realtà, cioè tutto il processo del pensiero.”
“Tutti voi dipendete come da una droga dalla spiritualità di qualcuno diverso da voi, dalla felicità di qualcuno che non siete voi, dalla luce di qualcuno che non è in voi …”

www.jkrishnamurti.org
Articoli di Krishnamurti

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Osho Rajneesh

Osho Rajneesh [1931-1990] fu un mistico e maestro spirituale indiano, che acquisì seguito internazionale. Osho era un professore di filosofia che abbandonò la carriera accademica per girare il mondo come maestro spirituale. Le sue posizioni anticonformiste suscitarono scalpore e reazioni controverse. Nel 1953, a ventun anni, visse l’esperienza mistica dell’Illuminazione. Iniziò a viaggiare per l’India, a tenere discorsi e a condurre campi di meditazione. Nel 1974 fondò un ashram a Pune che arrivò a ricevere trentamila visitatori l’anno. Nel 1981 si trasferì in Oregon dove fondò una Comune che finì per sgretolarsi a causa di attività illegali commesse dai suoi esponenti di spicco, denunciate pubblicamente dallo stesso Osho. Nel 1986, duramente osteggiato dal governo statunitense, tornò in India dove le sue condizioni di salute subirono un drastico peggioramento, da lui attribuito a un avvelenamento subito nelle carceri americane. Morì a Pune a cinquantotto anni.
“Non sto facendo nulla per te, perché pensare di fare qualcosa per qualcuno è anch’essa una forma di egoismo. Sta solo accadendo.” Osho
Iscrizione sulla sua tomba:
never born – never died – only visited this planet earth from December 11, 1931 to January 19, 1990.
www.osho.com
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